Per diventare insegnante di inglese in Italia è necessario seguire un percorso formativo specifico, che varia in base al tipo di scuola in cui si intende lavorare (statale o privata). L’articolo analizza i titoli accademici richiesti, i crediti formativi universitari (CFU), le certificazioni linguistiche e didattiche, i percorsi di abilitazione, le esperienze utili e le opportunità imprenditoriali. Ogni sezione risponde in modo dettagliato agli obblighi normativi e alle competenze necessarie per insegnare lingua inglese in contesti scolastici, formativi o freelance.
Titoli accademici per insegnare inglese nella scuola pubblica
Per accedere all’insegnamento dell’inglese nella scuola pubblica secondaria è richiesta una laurea magistrale appartenente a una delle seguenti classi: LM-37 (Lingue e letterature moderne europee e americane), LM-38 (Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale) o LM-39 (Linguistica). In alternativa, è possibile accedere anche da percorsi affini purché si rispettino i requisiti in termini di CFU. La laurea triennale (L-11) in Lingue e Culture Moderne costituisce il primo livello del percorso accademico necessario.
Per accedere alla classe di concorso A-24 (Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione secondaria) e alla A-25 (Lingua inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado), sono richiesti almeno 36 CFU nella lingua inglese e 24 CFU nella letteratura inglese. Questi crediti devono risultare nel piano di studi, oppure essere integrati tramite corsi universitari aggiuntivi riconosciuti.
Nel prossimo paragrafo verranno descritti i requisiti didattici e pedagogici richiesti per accedere alla fase successiva del percorso abilitante.
Formazione pedagogica per l’abilitazione all’insegnamento dell’inglese
Per conseguire l’abilitazione all’insegnamento dell’inglese nella scuola pubblica è necessario completare un percorso universitario di 60 CFU/CFA in discipline antropo-psico-pedagogiche e in metodologie didattiche. Questo requisito è stato introdotto dalla normativa del 2024 e sostituisce il precedente sistema basato sui 24 CFU. I corsi abilitanti sono organizzati dalle università accreditate e prevedono una combinazione di teoria, laboratorio e tirocinio formativo.
In aggiunta al percorso abilitante, è possibile accedere al Tirocinio Formativo Attivo (TFA) per l’insegnamento su sostegno o per il completamento di classi di concorso. Il TFA è riservato ai candidati che superano un test di accesso nazionale e si conclude con un esame finale abilitante. Il superamento di questi percorsi costituisce requisito essenziale per presentarsi al concorso ordinario nazionale per l’immissione in ruolo.
Nel paragrafo successivo sarà analizzato il concorso pubblico come passaggio obbligato per diventare docente di ruolo nella scuola secondaria italiana.
Il concorso pubblico per insegnare inglese nella scuola statale
Il superamento del concorso pubblico nazionale rappresenta la modalità obbligatoria per ottenere l’immissione in ruolo come insegnante di inglese nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Il concorso è indetto periodicamente dal Ministero dell’Istruzione e si articola in una prova scritta, una prova orale e una valutazione dei titoli. L’accesso al concorso richiede il possesso della laurea magistrale adeguata, dell’abilitazione tramite i 60 CFU e della conoscenza della lingua inglese almeno al livello B2.
Le prove valutano le competenze disciplinari, le metodologie didattiche, le capacità di progettazione curricolare e l’uso delle tecnologie digitali per l’insegnamento. L’immissione in ruolo avviene attraverso graduatorie regionali ad esaurimento, secondo il punteggio ottenuto e l’ordine di priorità. Il concorso è distinto dal concorso straordinario, riservato ai precari con esperienza triennale, e dalla procedura per il sostegno, che prevede requisiti aggiuntivi specifici.
Nel paragrafo seguente saranno illustrati i requisiti per insegnare inglese nella scuola primaria, dove il percorso formativo presenta caratteristiche differenti.
Cosa studiare per insegnare inglese nella scuola primaria
Per insegnare inglese nella scuola primaria è richiesta la laurea a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria (classe LM-85bis). A partire dal 2012, il corso di laurea include un modulo obbligatorio di lingua inglese. Tuttavia, per ottenere l’idoneità all’insegnamento dell’inglese, è necessario conseguire una certificazione linguistica di livello B2 o superiore, riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione. Gli enti certificatori validi sono indicati in un apposito elenco ufficiale aggiornato annualmente.
In alternativa, è possibile insegnare inglese nella primaria anche con una laurea magistrale in lingue, purché accompagnata da un titolo di abilitazione all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e primaria, o da specifici corsi di formazione metodologico-didattica. Le scuole paritarie e le strutture educative private applicano criteri più flessibili, spesso valutando esperienze pregresse, certificazioni didattiche e qualità del metodo utilizzato.
Il paragrafo successivo descrive le principali certificazioni linguistiche e didattiche utili per insegnare inglese anche nel settore privato o come libero professionista.
Certificazioni linguistiche e didattiche per insegnare inglese
Le certificazioni linguistiche attestano il livello di competenza nella lingua inglese e sono indispensabili per l’accesso a ruoli di insegnamento in molti contesti educativi. Le principali certificazioni riconosciute sono: Cambridge English (PET, FCE, CAE, CPE), IELTS, TOEFL e Trinity College. Per l’insegnamento è generalmente richiesto un livello minimo pari al C1 del QCER, anche se in alcune situazioni è sufficiente il livello B2.
Le certificazioni didattiche attestano la capacità di insegnare l’inglese come lingua straniera. Le più diffuse sono CELTA (Certificate in Teaching English to Speakers of Other Languages), TEFL (Teaching English as a Foreign Language), e TESOL (Teaching English to Speakers of Other Languages). Questi percorsi forniscono competenze su pianificazione didattica, gestione del gruppo classe, valutazione dell’apprendimento e adattamento dei materiali didattici.
Nel paragrafo seguente verranno analizzate le esperienze formative all’estero utili a migliorare le competenze linguistiche e interculturali del futuro docente.
Esperienze all’estero per diventare insegnante di inglese
Lo studio o il lavoro all’estero in paesi anglofoni rappresenta un elemento qualificante per chi intende diventare insegnante di inglese. Le principali opportunità includono i programmi Erasmus durante l’università, gli assistentati linguistici organizzati da enti ministeriali, i soggiorni studio e i tirocini internazionali. Tali esperienze migliorano la padronanza della lingua, l’esposizione a registri comunicativi autentici e la comprensione delle dinamiche culturali anglosassoni.
Il valore formativo di queste attività è riconosciuto anche in sede concorsuale, come titolo culturale valutabile. Inoltre, alcuni corsi di certificazione TEFL o CELTA possono essere frequentati all’estero per ottenere una preparazione più immersiva. Anche attività professionali svolte in paesi di lingua inglese (es. insegnamento in summer camp, scuole internazionali o università) costituiscono elementi utili nel curriculum.
Nel paragrafo successivo sarà descritto il percorso per avviare una scuola di inglese come libera iniziativa imprenditoriale.
Come aprire una scuola di inglese come attività imprenditoriale
È possibile diventare insegnante di inglese anche attraverso l’avvio di una scuola di lingue privata. Una modalità diffusa è il franchising, che consente di affiliarsi a una rete consolidata ottenendo supporto nella fase di apertura, gestione e promozione. I vantaggi del franchising includono: formazione iniziale, piattaforme digitali per la gestione degli studenti, contrattualistica standardizzata, assistenza continua, materiale didattico certificato e accesso a docenti madrelingua.
L’apertura di una scuola in franchising non richiede necessariamente esperienza imprenditoriale pregressa. È sufficiente disporre dei requisiti linguistici e delle capacità organizzative. Il contratto di affiliazione prevede una durata triennale, un investimento iniziale contenuto e royalties mensili fisse. L’affiliato può estendere nel tempo l’offerta includendo corsi di altre lingue o percorsi educativi complementari.
L’ultimo paragrafo presenta le opzioni fiscali e organizzative per chi sceglie di insegnare inglese come libero professionista in contesti non scolastici.
Insegnare inglese come freelance: inquadramento e obblighi fiscali
L’insegnamento privato dell’inglese, svolto con continuità e in forma remunerata, richiede l’apertura della partita IVA. L’attività può essere inquadrata nel codice ATECO 85.59.20 “altra istruzione nca” e gestita in regime forfettario, qualora si rispettino i limiti di fatturato e gli altri requisiti previsti. Questo regime consente una tassazione agevolata e minori obblighi contabili rispetto al regime ordinario.
È possibile offrire lezioni individuali, corsi online, laboratori linguistici, contenuti digitali (videolezioni, ebook, podcast) e servizi di preparazione alle certificazioni. L’insegnamento freelance richiede la redazione di fatture elettroniche, la tenuta dei registri contabili minimi e il versamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS. È consigliabile avvalersi di un consulente fiscale per l’avvio e la gestione dell’attività.
